Questo saggio sul generale De Gaulle scritto dal professor Gaetano Quagliariello è un libro indispensabile per comprendere la figura di un protagonista assoluto della storia del Novecento e della Francia moderna. De Gaulle ebbe la capacità di salvare il proprio Paese dall’abisso in due occasioni. La prima volta dopo la disfatta del 1940, quando i nazisti divisero la Francia in due zone, il nord sull’Atlantico occupato militarmente dalla Germania e il governo ‘neutrale’ guidato da Pétain, con sede Vichy. De Gaulle decise di non rassegnarsi alla sconfitta, incarnando la dignità e le ambizioni dei patrioti in esilio. La ‘seconda volta’ risale invece al tempo della crisi algerina, quando De Gaulle riuscì a disinnescare una guerra civile ormai sul punto di esplodere. Gaetano Quagliariello su De Gaulle e sul fenomeno del quale fu iniziatore – il “gollismo” – ha scritto una fondamentale monografia nel 2003 (De Gaulle e il gollismo, Il Mulino, Bologna), tornando poi su questi argomenti nel corso degli anni, con opere pubblicate in italiano e in francese. Lo storico italiano, in questa nuova edizione del suo lavoro, interamente riveduto, aggiunge alla riflessione sulla figura del Generale De Gaulle un aspetto inedito: interpretare il gollismo in virtù di una comparazione possibile tra Italia e Francia del secondo dopoguerra, evidenziando somiglianze e diversità, a partire da una visione unitaria della storia nazionale dei due Paesi. In questo solco, Gaetano Quagliariello ripercorre in particolare la parabola e il peso dei partiti politici e ne analizza il rapporto con le leadership carismatiche. Ne scaturisce una lettura che porta la storia ad attualizzarsi e a proporsi con ancora più forza come “maestra di vita”, in grado di dare consigli e ammonimenti per il tempo presente e le scelte fondamentali alle quali essa ci chiama. Nell’estratto che vi proponiamo, vengono approfondite le posizioni e le azioni del Generale De Gaulle e dei suoi collaboratori durante la formulazione della Costituzione francese del 1958. La Carta del 1958 viene presentata come una razionalizzazione del parlamentarismo, legata alla tradizione repubblicana francese.

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