Nel XX secolo solo le superpotenze avevano la forza di definire le regole e la prassi del sistema internazionale. Nel corso degli ultimi 30 anni, invece, a livello geopolitico abbiamo assistito ad una transizione da una vecchia idea di impero militare a un nuovo modello di impero tecnologico. Due i protagonisti della fase storica che conosciamo come Guerra Fredda: gli Stati Uniti, che dalla loro hanno la forza del capitale finanziario, in grado di influenzare le relazioni globali, e l’Unione Sovietica, promotrice di un’ideologia altrettanto globalizzante, il comunismo. È nello scontro fra questi due modelli di sviluppo, oltre che in quello del confronto militare, che si svolge la vita internazionale del Secondo dopoguerra: fra un’idea occidentale diretta al raggiungimento di società compiutamente aperte e pluraliste e le forze che a questo progetto si oppongono. II XXI secolo si apre tuttavia proponendo subito un quadro molto più complesso. L’egemonia americana, frutto del successo nello scontro bipolare, viene messa in crisi dalla minaccia del terrorismo globale e dalla comparsa di nuovi attori sulla scena mondiale. Si delinea un mondo policentrico con l’affermarsi dell’Unione Europea e dei BRICS. Dagli imperi militari si giunge dunque agli imperi tecnologici. Il volume di Di Nolfo permette di orientarsi tra i grandi sconvolgimenti del nuovo mondo multipolare. Nell’estratto che proponiamo, l’autore descrive la ripresa russa a cavallo dei due secoli, con l’ascesa dello ‘zar’ Vladimir Putin.