Dalla stagione di “Mani pulite” alla caduta di Silvio Berlusconi, lo storico Marcello Veneziani racconta la rivoluzione conservatrice in Italia. L’autore ne esplora le radici storiche, civili e culturali, evidenziando come l’Italia viene percepita dagli italiani: un viaggio storico all’indietro nel tempo, tra Italia democristiana, fascismo e liberalismo, fino alle origini della nostra storia risorgimentale.
Veneziani racconta una serie di figure chiave del pensiero conservatore italiano come Prezzolini, Papini, Pareto, D’Annunzio, Malaparte, Berto Ricci, Gentile, Evola e Del Noce. Questi pensatori del Novecento hanno contribuito a formare l’identità culturale e civile della nazione. Il libro dipinge un ritratto filosofico e civile dell’Italia, mettendo in luce le idee, le passioni e le illusioni del popolo e delle élite. Così, Veneziani riscopre l’amore per la patria attraverso un’analisi del pensiero che si trasforma in storia. Nel suo viaggio intellettuale e sentimentale offre una nuova prospettiva sull’italianità, presentata non come una scoperta recente, ma come una consapevolezza radicata nel tempo, anche nei periodi storici in cui affermare che si amava la patria veniva considerata una affermazione fuori luogo. In sintesi, La rivoluzione conservatrice in Italia è un’opera che invita a riflettere sul carattere nazionale italiano, fornendo uno sguardo profondo e appassionato sulla nostra storia e cultura. Veneziani ci offre una riscoperta dell’orgoglio nazionale, filtrato attraverso il pensiero e l’opera di grandi intellettuali del passato. Nell’estratto che qui vi proponiamo, l’autore approfondisce il significato della espressione “Patriottismo culturale”.