Stanley Kubrick è una ricca e documentata biografia sulla vita e le opere del maestro del cinema americano. Un artista che ha lasciato una impronta indelebile nella storia della cultura contemporanea. Il libro, a cura di Hans-Peter Reichmann, raccoglie una serie di saggi dedicati alla filmografia di Kubrick. Emerge il ritratto di un “oracolo” dei nostri tempi, capace di scrutare in modo severo e lungimirante le ossessioni, i sogni e le dinamiche della società del Novecento, anticipando con lucidità sconcertante grandi questioni del Ventunesimo secolo. Si pensi, ad esempio, alla questione della intelligenza artificiale, indagata con grande forza visionaria in pellicole come 2001 Odissea nello spazio, un’opera considerata una pietra miliare della storia del cinema. Hal 9000, il supercomputer del film, pone il dilemma del rapporto tra uomo e macchina nel Ventunesimo secolo, descrivendo i rischi di una subordinazione della intelligenza umana a quella artificiale. Kubrick è stato anche un grande regista della cinematografia di guerra. L’estratto che vi proponiamo è tratto dal saggio dedicato a Orizzonti di gloria (Paths of Glory), il film del 1957 basato sull’omonimo romanzo di Humphrey Cobb. Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, il film esplora i temi dell’ingiustizia, del coraggio e della moralità in tempi di guerra. Il film ha come protagonista il colonnello Dax, interpretato da Kirk Douglas, un ufficiale dell’esercito francese. Dax è incaricato di guidare un attacco contro una posizione tedesca fortificata, conosciuta come “il formicaio”, una sorta di missione suicida. L’operazione è stata ordinata dall’ambizioso generale Mireau, motivato più dal desiderio di una promozione che da una reale considerazione per i suoi uomini o per le possibilità di successo dell’attacco. Quando l’attacco fallisce, il generale Mireau, per coprire i suoi errori e le sue ambizioni, ordina che tre soldati vengano scelti a caso per essere processati per codardia, con l’intento di usarli come capri espiatori. Il colonnello Dax, un ex avvocato, si offre di difendere i soldati davanti al tribunale militare, rendendosi conto che il processo è una farsa e che il verdetto è già stato scritto prima che il processo inizi. Nonostante i suoi sforzi, i soldati vengono condannati a morte. I tre soldati affrontano la loro sorte con grande dignità, mentre Dax riflette amaramente sulla corruzione e la disumanità della vita militare. La storia mette in luce le ingiustizie della guerra e la crudeltà delle alte gerarchie militari, che sacrificano la vita dei soldati semplicemente per ambizioni personali o per mantenere il proprio status. Orizzonti di gloria è stato accolto con grande enfasi dalla critica: una narrazione potente, le intense performance intense come quella di Kirk Douglas, l’uso innovativo della cinematografia, in particolare nelle sequenze della battaglia e nei momenti di massima tensione davanti al tribunale militare. Il film è considerato uno dei capolavori del cinema di guerra e un’eloquente critica della guerra stessa e della struttura di comando militare.