UN ANNO SULL’ALTIPIANO

ROMANZO ITALIANO | QUARTA PUNTATA

Un anno sull’Altipiano, romanzo storico e autobiografico che Emilio Lussu completò nel 1937, ci porta dritto al cuore dell’esperienza bellica vissuta dall’autore durante la Prima Guerra Mondiale, precisamente alla resistenza della Brigata Sassari sull’altopiano di Asiago nel 1916. Ma non ci si aspetti una glorificazione patriottica del conflitto: Lussu ci consegna piuttosto una critica spietata dell’irrazionalità della guerra, delle gerarchie militari e di quella disciplina militaresca spesso priva di umanità, che regna sovrana nelle trincee della “Grande Guerra”.

Il conflitto è rappresentato come un assurdo teatro di sangue, dove l’obbedienza cieca e l’autoritarismo soffocano ogni traccia di buon senso e umanità. Lussu, giovane universitario prestato consapevolmente alla fanteria, fervente interventista democratico vicino ai repubblicani e a Gaetano Salvemini, esplora attraverso personaggi ispirati a figure reali le terribili sfaccettature della vita militare. Uno degli episodi più memorabili è la ribellione dei soldati, esasperati dagli ordini assurdi di un maggiore, a cui verrà reso pan per focaccia.

La narrazione si interrompe prima della rotta di Caporetto, lasciando il lettore con un amaro retrogusto di disillusione sul senso del conflitto. Ma il capitano Lussu non si limita a descrivere le atrocità della guerra; offre anche una chiave di lettura preziosa per comprendere le radici del fascismo e dell’antifascismo, rivelando come la stagione liberale fosse ormai giunta al tramonto e come l’idea di una terza via politica tra cattolici e socialisti apparisse sempre più utopica.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, Lussu lascia le trincee per tuffarsi in politica: eletto deputato, fonda il Partito Sardo d’Azione e, coerente con il suo spirito indomito, si oppone al fascismo, pagando il prezzo con una ferita durante la marcia su Roma del 1922. Rifugiatosi in Svizzera, continua la sua battaglia intellettuale, scrivendo le sue opere più celebri, Marcia su Roma e dintorni e, naturalmente, Un anno sull’Altipiano. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Lussu resta una figura influente nella vita politica italiana, ricoprendo cariche ministeriali fino al suo ritiro nel 1968. Morì a Roma nel 1975, dove riposa insieme alla moglie al cimitero acattolico di Testaccio.