IL PARTIGIANO JOHNNY

ROMANZO ITALIANO | SETTIMA PUNTATA

Il partigiano Johnny è universalmente considerato il romanzo più celebre di Beppe Fenoglio. Pubblicato postumo nel 1968, è considerato un’opera di straordinaria rilevanza, sia per il suo valore letterario che per la testimonianza storica offerta relativamente ai sommovimenti dei vari fronti interni alla Resistenza.

Ambientato nelle Langhe durante la Seconda guerra mondiale, il romanzo segue Johnny, alter ego dell’autore, nel suo “viaggio epico” all’interno della Resistenza, esplorando i dilemmi e le scelte estreme della guerra civile italiana. Fenoglio descrive la Resistenza senza idealizzarla, concentrandosi su vari aspetti, tra cui le divisioni politiche interne al movimento, il ruolo degli ecclesiastici e le differenze ideologiche tra i partigiani “rossi” comunisti e gli “azzurri”, i cosiddetti badogliani.

In tal senso, emblematica è la scelta del protagonista di passare dai “rossi” agli “azzurri”. Due mondi divisi sul piano dello stile (I colori delle “divise” prima di tutto), dell’ideologia di base e dell’obiettivo finale, ma uniti dal nemico comune.

La scelta di Johnny mostra l’intrinseca complessità politica e morale della Resistenza, che spesso si divideva tra motivazioni patriottiche e ideologiche non comprese o condivise dai più che, come il protagonista, cercavano principalmemte una realtà dove poter mettere in atto la lotta contro i nazifascisti.

Il romanzo offre più spaccati di ciò che realmente accadde nel periodo storico considerato: è apprezzato per la descrizione con estrema chiarezza della cosiddetta “zona grigia”, ovvero di chi non prese una netta posizione, e delle difficoltà che gli italiani affrontarono nel periodo post 8 settembre, momento di frattura esistenziale per la nazione. Inoltre Fenoglio analizza e intreccia bene nel racconto anche i complessi nodi storiografici del periodo, come l’influenza degli Alleati, l’effetto del proclama Alexander del 1944 e il significato morale della guerra civile.

Altro elemento distintivo dell’opera è la lingua: l’autore utilizza un italiano “ibrido”, pieno di anglicismi e costruzioni originali, che rende lo stile ruvido e suggestivo. Questo linguaggio, insieme alla prosa cruda e realistica, è teso a marcare l’alienazione e il senso di spaesamento del protagonista, Johnny, dando al romanzo una dimensione epica e profondamente personale.

Attraverso Il partigiano Johnny e altre opere come Primavera di bellezza e Una questione privata, Fenoglio, in definitiva, offre una lettura alternativa e critica della Resistenza, rendendo il suo lavoro fondamentale per la comprensione di una delle fasi più controverse della storia italiana.